
“Definisci bambino” è una frase rimasta al centro delle notizie di questi giorni. Ho letto e sentito di tutto su questa affermazione, che nelle intenzioni di chi l’ha pronunciata, vuole insinuare che ci sono dei luoghi o situazioni in cui un bambino/a non è da considerare tale.
Ovviamente non condivido questo pensiero, non soltanto per il caso specifico in cui è stato pronunciato, e ho deciso di dare il mio piccolo contributo, parlando di un albo illustrato che amo molto.
L’albo in questione, scritto e illustrato da Beatrice Alemagna è stato pubblicato nel 2008 da Topipittori e tradotto in moltissime lingue, ed ha per titolo una domanda: Che cos’è un bambino?
Beatrice Alemagna risponde con semplicità e forza, con frasi dolci e allo stesso tempo disarmanti:
Un bambino è una persona piccola.
Una persona che prima o poi crescerà, che però prima di diventare grande, pur essendo piccola, ha grandi idee. Una piccola persona, forse capricciosa, di tutti i colori e forme, che assorbe tutto…
Le illustrazioni dell’albo sanno rafforzare questi concetti in modo significativo e incisivo. Ad ogni pagina troviamo, infatti, dei volti di bambini e bambine, quasi come se fossero disegnati da uno o una di loro. Ritratti un po’ strani, molto buffi, non perfetti, magari con il moccico o con l’apparecchio e gli occhialoni. Non sono volti di bambine e bambini da pubblicità. Sono ritratti verosimili, in una imperfezione ricercata, che li rende di una bellezza disarmante e reale. Volti che definisco il concetto di cosa sia un bambino, in più colori e varianti, già dalla copertina.
Questo albo di Beatrice Alemagna è quasi un manuale di pedagogia, che sa definire il concetto stesso di infanzia, attraverso una grazia artistica, di cui tanto abbiamo bisogno e di cui è giusto parlare e raccontare, in un momento storico in cui, troppo spesso, le parole sono disumane e disumanizzanti.